Ladispoli

La città di Ladispoli deve il suo attuale nome al suo moderno fondatore, il Principe Ladislao Odescalchi, da Ladislaopolis, contrazione del nome del fondatore con il termine greco πολις –polis, «città» che ivi volle realizzare una località balneare. La cittadina si presenta con edifici, piazze e impianti viari di recente costruzione, sebbene non manchino tracce di frequentazioni più remote ascrivibili all’epoca etrusca e romana. Ladispoli è attraversata da due piccoli fiumi, il fosso Vaccina e il Sanguinara, i quali si possono attraversare da quattro ponti in prossimità del lungomare, i due pedonali interamente di legno: il cosiddetto“ponte di legno”su due cavalletti e pavimentato in legno costruito nel 2007 ed il “ponte bianco” ad arcata unica in stile Calatrava edificato nel 2009. La sabbia nera, di origine ferrosa delle spiagge di Ladispoli, soprattutto negli anni 50-60, fece della cittadina una località rinomata per la possibilità di effettuare sabbiature terapeutiche.  A causa della costante erosione marina, si è reso necessario il posizionamento di barriere artificiali per salvaguardare il litorale, comprendente anche la bella Palude di Torre Flavia, monumento simbolo della città. La piazza principale è Piazza Marescotti, ribattezzata Roberto Rossellini, assiduo frequentatore di Ladispoli,  in seguito di un riammodernamento della piazza effettuato nel 2006.

ARCHITETTURE CIVILIIl

Castello di Palo o Castello Odescalchi

Figura 1 – Castello di Palo

Il Castello di Palo è una fortificazione di epoca medievale situata nella frazione di Palo Laziale a circa 2 km a sud di Ladispoli, affacciato sul mare. Il castello sorge su quello che fu in epoca etrusca, uno dei tre porti della città di Kaisra ( Cerveteri): il porto di Alsium. Numerosissime le tracce di frequentazione in epoca romana, si tratta di vasche, di  numerose strutture murarie e stralci di pavimentazioni a mosaico, certamente ascrivibili a ville di epoca imperiale. Le prime notizie documentali circa l’insediamento fortificato risalgono al 1132 al 1254  sebbene soltanto e nel 1330  viene citato un Castrum Pali per la prima volta, di proprietà del Monastero di San Saba e poi affidato agli Orsini. Fino al Settecento il castello ed il relativo borgo sviluppatosi intorno, ebbero numerosi e illustri proprietari che spesso ne modificarono strutture e aspetto: Francesco Orsini, Papa Alessandro VI (Borgia), Felice Della Rovere Orsini, i Papi Paolo III e Sisto V, i Cardinali Flavio Orsini e Virginio Orsini,  il Duca Grillo di Genova e poi il Marchese Carlo Loffredo di Trevico. Nel 1780 il castello fu comprato dalla famiglia Odescalchi,  La struttura appare oggi come un’imponente costruzione a base parallelepipedale, suddivisa in tre livelli, dotata di quattro torrioni circolari, uno per angolo. Intenamente, decentrato, vi è un piccolo cortile aperto. Originariamente il Castello-Fortezza era dotato di fossato difensivo ancora ben visibile. L’accesso principale è dotato di una bella scalinata doppia. Oggi è proprietà privata Odescalchi ed è luogo di ricezione e location per eventi e cerimonie private.

La Posta Vecchia

Figura 2 – La Posta Vecchia

La “Posta Vecchia” è un bell’edificio voluto nel 1706 dal Principe Ladislao Odescalchi su progetto dell’architetto Raiffi, costituito da due Casini paralleli uniti da un fabbricato più basso, affacciato sul mare. Il pianoterra dei due casini era originariamente parzialmente porticato. L’edificio insiste sui resti, oggi musealizzati di una bella villa di epoca romana imperiale abbellita da splendidi mosaici. Oggi la proprietà è del miliardario Roberto Sciò, acquistata da lui dal precedente proprietario J. Paul Getty, il quale, insieme a Federico Zeri diede impulso alla creazione di una splendida collezione d’arte ospitata nel palazzo. Durante il restauro de La Posta Vecchia curato da Jean Paul Getty venne rintracciata una porzione di un’antica villa romana del II secolo a. C., successivamente indagata in maniera scientifica dalla Soprintendenza archeologica che ha curato lo studio e la musealizzazione degli ambienti, oggi agevolmente fruibili.

Il Castellaccio dei Monteroni

Figura 3 – Castellaccio dei Monteroni (fonte: www.retedimorestorichelazio.it)

Il Castellaccio è un casale fortificato, di epoca medievale ubicato lungo il percorso dell’antica via Aurelia (oggi via Antica Aurelia ) immerso nella campagna romana. Il casale nel corso dei secoli è stato adibito a più funzioni subendo numerosi interventi strutturali che comunque non hanno alterato eccessivamente il prospetto originale. Fu stazione di posta, albergo e osteria per i viandanti, sul percorso tra Roma e Civitavecchia. Vi soggiornarono personaggi illustri quali  san Paolo della Croce, il viaggiatore romantico George Dennis, l’architetto topografo Luigi Canina, Teresa Caetani, duchessa di Sermoneta, e il poeta Giuseppe Gioacchino Belli. Dopo la Seconda guerra mondiale l’edificio fu  dato in concessione all’Ente Maremma cadendo in abbandono alla fine degli anni sessanta, tanto da essere indicato localmente con l’appellativo di “Castellaccio di Monteroni”. L’edificio è stato interessato da interventi di recupero in occasione del  Grande Giubileo del 2000 a cura della Provincia di Roma e della Soprintendenza ai beni architettonici del Lazio. La struttura è tuttora inutilizzata e nuovamente in condizioni di degrado.

Torre Flavia

Figura 4 – Torre Flavia

E’ il monumento simbolo della città di Ladispoli, una struttura militare costruita in epoca medievale su una preesistente struttura di epoca romana, di cui si intravedevano ancora negli anni trenta, alcune strutture murarie. Edificata nel Cinquecento per volontà dello Stato Pontificio al fine di assicurare alla Chiesa un puntuale controllo costiero attraverso l’edificazione di una fitta rete di torri d’avvistamento. Probabilmente è nel 1563 che Papa Pio IV delega la cura della torre al nobile Flavio Orsini, da cui il nome della torre. Nel corso del Settecento la torre fu oggetto di disputa tra il Duca di Bracciano, al quale spettava l’amministrazione della torre e la Camera Apostolica.  Documenti dell’800 testimoniano la presenza di armi e guarnigioni militari. I bombardamenti alleati del 1943 la danneggiarono gravemente ma secondo altre fonti non documentabili furono gli stessi tedeschi a cannoneggiarla da terra per evitare che facesse da punto di riferimento a un eventuale sbarco alleato a Nord di Roma. La struttura versa oggi in pessimo stato di conservazione cui ha contribuito la costante erosione marina: prima del posizionamento dei frangiflutti il corpo della torre era sommerso dalle acque marine.   La torre presenta una base bassa, a pianta quadrata con cordonatura in pietra calcarea. Originariamente doveva essere composta da due piani in elevato e da una terrazza fruibile per fini militari. I piani erano superiori erano accessibili tramite  una scala in muratura. Una serie di  piccole finestre rivestite di travertino erano presenti sulle pareti. La muratura era composta da con nucleo in cementizio rivestito da cortina in laterizi regolari, rinforzata agli spigoli con blocchi di maggiori dimensioni.

ARCHITETTURE RELIGIOSE

La parrocchia di Santa Maria del Rosario

Figura 5 – Chiesa di S.Maria del Rosario

La chiesa parrocchiana, fortemente voluta da Papa San Pio X congiuntamente coni cittadini, venne eretta nel 1912, quando il pontefice donò il terreno e una bella immagine della Madonna del Rosario da porre sull’altare maggiore. Si scelse di costruire il luogo di culto tra le case in maniera simbolica, così da rappresentare la casa di Dio tra le case degli uomini.

La Chiesa del Sacro Cuore

Figura 6 – Chiesa del Sacro Cuore

Si tratta di un luogo di culto moderno, nata tramite decreto nel 1992 con la volontà di realizzare un luogo di culto “oltre la ferrovia”, sebbene la prima pietra per la sua realizzazione venne posata nel 1999 e l’inaugurazione di buona parte del complesso cultuale si tenne nell’autunno del 2000.

SITI ARCHEOLOGICI

Villa della Grottaccia

Figura 7 – Villa romana de La Grottaccia

Con il nome di “Grottaccia” si indicano i resti di una grande villa sulla centrale via Rapallo. Il nome parrebbe indicare la presenza di una grotta ma più probabilmente si tratta dei resti di un criptoportico dalla volta a botte. L’edificio fu abitato in un periodo compreso tra il al IV e il V secolo d.C., di esso rimangono il già citato criptoportico, in questo caso un corridoio coperto che girava intorno a tre lati della villa, fungendo da sostruzione per gli ambienti residenziali sovrastanti; i resti di una scala che accedeva al piano superiore. A seguito del rinvenimento di un grosso frammento di macina e di un doliarium ( un ambiente in cui erano stoccate le derrate di granaglie all’interno di grandi contenitori ceramici, i dolia), si ipotizza che annessi alla villa vi fossero un pistrinum, ovvero un mulinoper  il grano. E’ visibile ancora il pavimento in mattoni di piccolo taglio, tipico delle stanze usate come magazzini. L’area attualmente non è visitabile.

Villa di Vaccina

Sul lungomare di Ladispoli, nei pressi di via Delfini è possibile ammirare i resti di un antico edificio romano, probabilmente pertinenti una villa di epoca imperiale. Si tratta di un ambiente di piccole dimensioni, conservato solo nella sua parte pavimentale e qualche raro lacerto di elevato, dotato di una serie di giardini e piccole stanze tutte collegate tra loro. Il pavimento è ricoperto con tessere di mosaico bianche e nere in motivi geometrici. Al centro dell’ambiente ad oggi visibile è stata intercettata una vasca con un basamento centrale per l’alloggiamento di una statua andata perduta. La struttura è stata riportata alla luce in seguito a lavori di manutenzione della pavimentazione della passeggiata sul lungomare.

Necropoli etrusca di Monteroni

Nei pressi del casale omonimo, è stata intercettata una necropoli Etrusca composta di  varie tombe a tumulo, con corredi di notevole importanza. La necropoli fu di pertinenza dell’insediamento di Alsium, uno dei tre porti della etrusca Kaisra ( Cerveteri), le cui inumazioni sono state datate in un’epoca compresa tra  VII secolo a.C. e la alla piena età romana.

Oggi resta ben visibile soltanto grande tumulo mentre un secondo appare parzialmente distrutto.

Necropoli etrusca di Vaccina

La necropoli comprende una sessantina di  tombe scavate nella roccia datate tra VII-VI secolo a.C., probabilmente pertinenti a un insediamento dipendente da Kaisra ( Cerveteri) sorto sulla foce del fosso Vaccina. Oggi il sito non è ben fruibile.

Villa di Pompeo

Figura 8 – Villa di Pompeo

Si tratta di un importante sito archeologico di epoca romana, individuato sulla fascia costiera presso la moderna località residenziale e balneare di Marina Di San Nicola, a sud di Ladispoli. Le rovine della  maestosa villa risalgono al periodo augusteo (I secolo a.C.-I secolo d.C.), sebbene una sua occupazione perdurò fino alla tarda età imperiale (IV-V secolo d.C.). Secondo la tradizione appartenne a Gneo Pompeo Magno (106-48 a.C.), da cui il nome evocativo, sebbene non esistano dati certi in merito

I portici dotati di colonne in mattoni ed alcuni ambienti annessi sono giunti a noi in un discreto stato conservativo. Il bel criptoportico, attualmente non accessibile al pubblico, presenta un lungo corridoio munito di piccole finestrelle “a bocca di lupo”.

Altro settore interessante settore è quello della turris, ovvero un edificio dotato di ambiente soprelevato terrazzato munito di un portico che la collegava direttamente alla spiaggia. Nel 2004 i resti hanno subito interventi di restauro conservativo.

Villa della Posta Vecchia

Presso Palo laziale, esattamente al di sotto di quello che oggi è il Hotel de “La Posta Vecchia” insistono i resti di una imponente villa di epoca romana imperiale datata tra I secolo a.C. e il  II secolo d.C. Gli scavi e i restauri, condotto tra gli anni ’60 e ‘70 hanno condotto all’individuazione, studio e musealizzazione di alcuni bellissimi ambienti accessibili tramite una scalinata interna. Possono distinguersi ambienti con mura rivestite da bellissimi marmi policromi, spesso abbelliti da pavimenti musivi policromi con ricche decorazioni geometriche e floreali di epoca tardo antica. Negli ambienti della vasta cantina è stato realizzato  un piccolo ma suggestivo“antiquarium” grazie all’esposizione di numerosi reperti rinvenuti nel corso degli scavi degli anni: una grande quantità di marmi, numerosissimi frammenti di anfore e ceramica comune. L’area è accessibile previa prenotazione presso la struttura ricettiva.

AREE NATURALI

Oasi di Palo

L’oasi  del wwf si trova tra Ladispoli e la sua frazione di Marina di San Nicola.

Il bosco di Palo, con i suoi 120 ettari di vegetazione planiziale, ovvero una foresta di pianura, unodegli ultimi lembi della che ricopriva le coste del Lazio e fortunato residuo del panorama costiero e sub costiero di questa zona laziale, in cui querce, cerri, farnie, cerri e roverelle, contornati da una macchia mediterranea a tratti intricata e impenetrabile e a tratti aperta, permettono di godere di un paesaggio costiero antico e scomparso. Si può passeggiare al riparo dei grandi alberi e nel fresco del sottobosco, lungo la spiaggia ed incontrare zone paludose circondate dai giunchi che offrono rifugio a una ricca fauna acquatica. Numerose le specie di avifauna che sostano durante i periodi migratori e altrettanto numerosi gli uccelli stanziali. All’interno dell’oasi si trova il parco del castello Odescalchi . Una bella passeggiata nella natura a due passi dal centro abitato.

Monumento Naturale Palude di Torre Flavia

L’area protetta interessa i comuni di Cerveteri e Ladispoli.

I 48 ettari su cui si estende il Monumento Naturale Palude di Torre Flavia, sono di enorme importanza per la tutela dell’avifauna migratoria la conservazione di quello che un tempo fu l’ambiente costiero laziale, con dune di sabbia, laghi e stagni costieri, grandi foreste di pianura. 

Alle spalle della spiaggia, si estende corre un cordone dunale, a delimitare la palude vera e propria, ovvero da piscine, stagni e canali, inframmezzati da lingue di terra, coperte da un fitto e inaccessibile cannucceto. L’area, così tanto interessata dalla presenza di zone umide, è di fondamentale importanza per le specie migratorie di avifuna. L’area è una Zona di Protezione Speciale, che fa parte della Rete Natura 2000 individuata dal Ministero dell’Ambiente, secondo la direttiva “Uccelli”. Nella zona antistante di mare aperto è anche presente un Sito di Importanza Comunitaria che tutela le praterie di Poseidonia oceanica.