Campagnano Romano

Figura 1 – Panorama

Le testimonianze archeologiche attestano la frequentazione del territorio sin da epoche antiche, preistorica, etrusca e romana. Il paese di Campagnano di Roma, alle pendici della valle del fiume Baccano,  è citato per la prima volta in fonti documentali  nel VIII secolo d.C.

A partire dal 1130 il paese è annoverato tra i possedimenti del monastero di San Paolo per divenire sin dal 1260 e fino all’anno 1343 proprietà della potente famiglia Annibaldi. Nel 1410 per intercessione del senato di Roma la città viene acquistata da Gentile Orsini. Nel periodo di presenza della famiglia Orsini inizia il periodo d’oro di Campagnano, che durante il XV secolo diviene luogo di soggiorno di pontefici, cardinali e nobili durante l’imperversare di una terribile ondata di epidemia di peste a Roma.

Nel 1662 papa Alessandro VII autorizza la vendita della città a Flavio Chigi, suo nipote.

Con la presenza della famiglia Chigi e quindi sotto il papato, fino al XIX secolo, sotto il controllo del papato, Campagnano vive grandi trasformazioni anche nell’impianto urbano e stradale ed effettuate imponenti bonifiche presso le zone paludose circostanti.

In un periodo di circa cento anni tra ‘600 e ‘700 fu impiantato un nuovo borgo, il Borgo Paolino, oggi in corrispondenza a Corso Vittorio Emanuele, inoltre venne eretta la più grande porta d’accesso al borgo, ovvero all’attuale centro storico:  Porta Romana. L’espansione insediativa protrattasi fino al XIX secolo ha causato un graduale abbandono del centro storico, rivalutato a partire dagli inizi del  XX secolo

Dal 1817 Campagnano è comune autonomo.

ARCHITETTURE CIVILI

Porta Romana o Porta Maggiore

Figura 2 – Porta Romana

Nel 1640, quando ormai il potere locale della potente famiglia Orsini è al tramonto, i cittadini sottoscrivono la volontà dei effettuare la realizzazione di una monumentale porta d’accesso laddove il Ponte della Strada della Terra terminava in direzione del borgo. Nel 1714 i nuovi signori del castello di Campagnano, i Chigi, nuovi avviano la costruzione della nuova Porta che viene completata, e dopo alterne vicende, soltanto nel 1734. L’arco di Porta Romana si presenta dall’aspetto imponente ed austero, movimentato da lesene ed emipilastri. Lo stemma della città, scolpito nella roccia, sormonta l’arco di volta dell’unico fornice che si apre nella struttura.

Palazzo Venturi

Figura 3 – Palazzo Venturi

Il palazzo si trova sulla destra appena superata la settecentesca Porta Romana,  immettendosi in corso Vittorio Emanuele. Palazzo voluto nel Seicento dalla famiglia Orsini, oggi sede del Museo Archeologico, dell’Archivio Storico Comunale, della Biblioteca Comunale e del Centro culturale permanente. L’aspetto, oggi ottocentesco, è austero e dal prospetto piuttosto semplice, scandito da tre livelli caratterizzati dalla presenze di numerose finestre.

Palazzo Zuccari

Elegante palazzo del Cinquecento appartenuto all’omonima famiglia. Notevole l’imponente bugnato del portone d’ingresso, i pilastri in peperino e le volte. Sulla facciata è presente lo stemma nobiliare della casata dove sono ben riconoscibili i tre pani.

Palazzo Chiatti

Elegante palazzo signorile edificato in epoca rinascimentale tra XVIII e XIX secolo. Presenta cordoni marcapiano in travertino. Ben visibile in più punti sul cornicione lo stemma della casata: un fiore di giglio.

Palazzo Municipale

Sito nella piazza centrale del paese, in Piazza Leonelli, è un’importante edificio risalente alla fine dell’Ottocento, presenta forme  neogotiche, sul luogo dove sorgevano le rovine della rocca Orsini demolita completamente nel 1882. La facciata principale è suddivisa in tre livelli. Una serie di arcate, al pianoterra introducono ad un porticato su cui si aprono una serie di ingressi all’edificio. Il piano di mezzo è interessato da una serie di 5 aperture piuttosto allungate: al centro un balcone in muratura ed ai lati di esso due finestre allungate per lato. Le aperture presentano arco gotico con motivo sommitale centrale circolare. Sul livello superiore, in corrispondenza delle sottostanti finestre, si aprono altrettante finestre bifore, eleganti e slanciate.

Figura 4 – Palazzo municipale

Fontana dei Delfini

In posizione centrale su Piazza Leonelli di fronte al Municipio, attribuita al Vignola, presenta belle forme barocche tipiche del XVI secolo. La fontana è sormontata dalla scultura in peperino di una campana, emblema del Comune. Due bei delfini in travertino decorano obliquamente i lati della fontana come anche i grandi mascheroni sottostanti. Una serie di conchiglioni accolgono i giochi di acqua che fuoriesce dai delfini e dai mascheroni. La struttura venne restaurata nel 1753 per volontà di Augusto Chigi.

Figura 5 – Fontana del Delfini

Palazzo Galli

Risalente al XVI secolo, appare incastonato tra i resti di due torri di epoca medievale. L’architettura, di stampo “pignolesco” è dotato di un bel portico a loggia in peperino sormontato da trabeazione sorretta da paraste binate ed aperture ad arco su capitelli. Numerosi gli interventi strutturali nei secoli che ne hanno compromesso l’originale profilo.

Figura 6 – Palazzo Galli

Fontana Secca

E’ la fontana che dà il nome alla piazzetta su cui si affaccia, nei pressi della Chiesa di San Giovanni Decollato, venne costruita in peperino nel 1520. Il prospetto è ad edicola e reca gli stemmi di Campagnano e degli Orsini. La vasca è una grande conchiglia in granito sulla quale scendeva l’acqua sgorgante da due teste feline poste su una mensola in marmo soprastante. La fontana non ha mai erogato acqua in epoca moderna.

Figura 7 – Fontana secca

“Il Tifo”

In pieno centro storico, presso l’omonimo vicolo, inglobata in una muratura di un edificio medievale, una formella con un rilievo del VIII-XI secolo raffigurante un orante, una figura maschile in forma stilizzata, stante, con le braccia alzate. La formella è riconducibile al filone delle “statue parlanti” della tradizione romana quale ad esempio il noto Pasquino. Mèta imperdibile in una passeggiata presso il centro storico di Campagnano di Roma.

Figura 8 – “Il tifo”

ARCHITETTURE RELIGIOSE

Chiesa del Gonfalone

Eretta nel corso del 1575 si presenta oggi come un edificio semplice e rigoroso con le forme geometriche della facciata e dell’intero corpo nella piazza principale del centro storico. La facciata è suddivisa in due ordini separati da paraste di peperino e relative trabeazioni. Il portale è sormontato da un timpano, forma che simmetricamente ritroviamo al di sopra della soprastante finestra. Una sorta di balconata delimita la sommità della chiesa dalla centrale torre dell’orologio, aggiunta nel 1864. L’interno custodisce dipinti e statue raffiguranti personaggi biblici.

Collegiata di San Giovanni Battista

Figura 9 – Collegiata di San Giovanni Battista

I lavori di costruzione della chiesa vennero iniziati nel 1515 e terminati nel 1530,  adoperando una buona parte dei materiali da costruzioni prelevati a seguito della demolizione di una chiesa più antica risalente probabilmente al XI secolo.

Nel 1582, l’architetto ed artista Giacomo Del Duca, portò a compimento il soffitto relativo al presbiterio e nel 1602, fu eretto il campanile in pieno stile barocco, che subì  un rifacimento nel corso del Settecento.

Tra il 2003 ed il 2010 si svolsero ampi interventi di restauro e consolidamento strutturale.

La facciata è asimmetrica, al cui portale d’accesso sormontato da arco ogivale, si accede attraverso una  scalinata in peperino. IL portale è sormontato da sormontato da una nicchia, contenente una statua raffigurante San Giovanni Battista, e, ancora più in alto, da un rosone murato, leggermente decentrato rispetto al portale..

Il campanile, suddiviso in quattro registri da cornici marcapiano e una serie di finestre di piccole dimensioni, si erge a destra della chiesa ed è abbellito da una cupola a forma di campana con croce apicale.

Internamente la chiesa presenta tre navate, separate da colonne sormontate da archi a tutto sesto. La navata centrale presenta un pregiato soffitto a cassettoni; le navate laterali si presentano con volta a crociera, e nicchie in cui sono ospitati altari, statue e affreschi, tra questi ultimi vanno segnalati gli affreschi ritraenti le Storie della Vergine e Storie di San Giovanni, dei fratelli Federico e Taddeo Zuccari; , il coro ligneo di Giacomo Del Duca, e l’altare minore con il suo paliotto, intitolato alla Madonna di Loreto.

Chiesa  di Santa Maria del Prato. Appena fuori dal centro storico, questa chiesa, dalle origini antichissime, eretta nel corso del XI secolo, fu di pertinenza del Monastero Benedettino di San Cosimato in Trastevere. Nel 1254 passò all’ordine francescano e fino al 1884 all’ordine dei frati minori.

Chiesa della Pietà

Edificata a diretto contatto con i sottostanti massi rocciosi e realizzata in blocchi di tufo squadrati, probabilmente nel corso dell’XI secolo, la chiesetta presenta un’abside sporgente delimitata da cordoni ed archetti. Su uno dei lati si apre una porta archiacuta con dentelli. Internamente, nell’abside, si trova un affresco raffigurante la Pietà, datato al 1518. La chiesa presenta inoltre una bella cripta a volte acute con una colonnina di granito centrale e relativo capitello a fogliame.

Santuario della madonna del Sorbo

Figura 10 – Santuario della Madonna del Sorbo

Il santuario del Sorbo, con l’annesso convento carmelitano, sorge a circa 6 km dal paese, arroccato su un ripido rilievo collinare. Le prime notizie del santuario, citato come “castellum”, risalgono al 996, in documenti del 1139 compare tra le proprietà del monastero di San Paolo, e più tardi alla importante famiglia Orsini. Già in abbandono nel 1427, il Papa Martino V cocesse ai Frati del Carmelo di erigere un monastero in prossimità di una antica chiesa dedicata alla Beatae Mariae Castri Sorbi, diventando da quel momento un santuario mariano méta di pellegrinaggio, anche a seguito di una leggenda secondo la quale un guardiano di maiali, privo di una mano, cercando una scrofa che si era allontanata, si imbatté in n albero di sorbo presso il quale gli apparve la Madonna che fece ricrescere la sua mano invitandolo a  convincere i compaesani a edificare un santuario su quello stesso luogo. Suggestivo il paesaggio sulla sottostante vallata inserita nel Parco di Veio.

SITI ARCHEOLOGICI

Mansio ad Vacanas

I resti dell’imponente edificio si trovano al centro della bella vallata, in località Baccano. Il complesso romano, vissuto tra il I ed il IV secolo dopo Cristo, fu stazione di posta, una mansio, presso l’importante via Cassia. La sua ubicazione è già indicata dalla Tabula Peutingeriana. L’area archeologica è interessata da almeno tre grandi edifici termali ciascuno dei quali composti da un’insieme di ambienti adibiti a varie funzioni: sono ben visibili presso tutti gli edifici calidarium, tepidarium, forno e cortili spesso dotati di pavimentazione musiva. Nell’area sono presenti inoltre resti di una fontana, tabernae e tombe dette “a cappuccina”.

La Torre di Stracciacappe

Figura 11 – Torre di Stracciacappe

In località Martignano sono visibili i resti di un’antica torre medievale, avamposto di avvistamento situato sul bordo di quello che all’epoca era un piccolo bacino oggi completamente prosciugato (detto anticamente lago Paparano  o Stracciacappe). La torre svettava, dominante sulla  via di accesso tra l’antica via Cassia e il lago di Bracciano. La torre, la cui costruzione è fatta risalire al XII secolo, appare in discreto stato di conservazione.

AREE NATURALI

Parco Regionale di Veio

Il Parco Regionale di Veio è un’area naturale protetta  dalla via Flaminia ad est, la via Cassia ad ovest e la provinciale Campagnanese a nord. Il territorio interessa il cosiddetto Agro Veientano, dominato dalla città etrusca di Veio e caratterizzato da interessanti elementi storici, naturalistici e paesaggistici. Il Parco Regionale di Veio è il quarto parco del Lazio per estensione e ingloba ben nove comuni a nord della Capitale: Campagnano di Roma, Castelnuovo di Porto, Formello, Magliano Romano, Mazzano Romano, Morlupo, Riano, Sacrofano e il XV Municipio del Comune di Roma.

Si tratta di 15.000 ettari di parco in cui natura, storia e cultura si fondono in un paesaggio di inestimabile valore

Il Parco presenta 99 chilometri di sentieri, tra cui la Via Francigena, in cui dolci rilievi collinari si alternano a profonde forre boscose percorse da corsi d’acqua e a fondivalle pianeggianti. Cascate, boschi, estesi pascoli, necropoli e “tagliate” scavate nel tufo dagli Etruschi possono essere ammirati lungo i sentieri. I tracciati del Parco sono oggi segnalati con la numerazione del CAI  (Club Alpino Italiano) e sono inseriti all’interno dell’archivio nazionale.
Numerose le tracce di frequentazione in epoca passata, Etruschi, Falisci e Romani, popolazioni che hanno abitato nel tempo la zona interessata oggi dal parco.

Ai piedi del santuario della Madonna del Sorbo, si estendono le Valli del Sorbo, ascritte alla Zona A (protezione integrale) del Parco di Veio. Gli ampi spazi verdi, oggi adibiti a pascolo brado di greggi ed equini, ne fanno uno dei luoghi incontaminati più belli e spettacolari della provincia di Roma, inseriti dalla Comunità Europea nella lista dei siti di interesse comunitario (SIC).

Parco naturale regionale del complesso lacuale di Bracciano – Martignano

Il Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano, è stato istituito con L.R. n.36 del 25 novembre 1999, comprende il territorio dei laghi delle colline e delle cittadine di Anguillara Sabazia, Bracciano, Trevignano Romano, Bassano Romano, Campagnano di Roma, Manziana, Monterosi, Oriolo Romano, Sutri e una parte del XX Municipio di Roma. Il parco è caratterizzato da una ricchezza di acqua e di fauna, da una ricca vegetazione, favorita dalla presenza di minerali di origine vulcanica. Queste caratteristiche contribuirono agli insediamenti abitativi fin dall’epoca Paleolitica. Il paesaggio presenta una ricca varietà di specie tipiche della macchia mediterranea, ma anche faggete, castagneti, cerrete. Non mancano le essenze tipiche del sottobosco, biancospino, corniolo, ginestra. Le zone dei laghi sono inoltre un sito di riparo per molte specie avicole. Costituiscono la seconda zona umida del Lazio per presenza di avifauna, si possono avvistare il fischione, il germano reale, l’alzavola, il mestolone. Presenti anche le specie tipiche dei canneti e rapaci. Significativa anche la presenza dei mammiferi, ad esempio il gatto selvatico, la lepre italica. Nei boschi sono frequenti il tasso, il ghiro, l’istrice, la volpe, la donnola, il riccio, il cinghiale. Nel paro troviamo anche numerose specie di anfibi, la salamandrina dagli occhiali, il tritone crestato, la rana; ma anche rettili, il biacco, le testuggini. Nei fondali si trovano diverse specie ittiche, alcune non originarie della zona, come ad esempio il coregone, il persico trota la gambusia. Sono presenti inoltre il latterino e l’anguilla.

Itinerari culturali europei – Via Francigena

Dal 1994 la Comunità europea ha deciso di tutelare e promuovere i percorsi di pellegrinaggio che attraversano l’Europa, tra cui anche  la Via Francigena di Sigerico che percorrendo 4 paesi europei termina a Roma, passando come ultima tappa effettiva a Campagnano.

MUSEI

Museo civico archeologico

Il Museo civico archeologico è sito all’interno del Palazzo Venturini, su C.so Vittorio Emanuele II. Attraverso una serie di pannelli didatico-illustraitvo, il museo racconta la storia del territorio. Sono esposti reperti archeologici ascrivibili a varie epoche. I reperti della tomba etrusca recuperata in località Quarticciolo nonché quelli numerosi  rinvenuti presso la Mansio ad Vacanas trovano giusto spazio espositivo presso i locali del museo.